Urbanistica , Abusivismo Edilizio, Sostenibilità ambientale

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Urbanistica , Abusivismo Edilizio, Sostenibilità ambientale

Messaggio Da Davide Iacono il Sab Mar 07, 2015 11:34 pm


Siamo a quasi un anno dalla doppia interrogazione parlamentare.
Cava dell’Isola: Dal blog

Atto n. 4-02032

Pubblicato il 9 aprile 2014, nella seduta n. 227, i senatori PUGLIA , BLUNDO, CASTALDI, CATALFO, CIOFFI, CRIMI, DONNO, FATTORI, MARTON,  MORONESE,  NUGNES,  PAGLINI, PETROCELLI, SANTANGELO, SERRA interrogano il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il ministro dell’interno sulla questione Cava dell’Isola.

ecco il testo integrale visionabile anche dal sito del senato

“Premesso che:

la spiaggia di Cava dell’isola è situata a sud del comune di Forio d’Ischia (Napoli) ed è l’unica spiaggia completamente libera di Ischia. Caratterizzata da un litorale di circa 500 metri delimitato da suggestivi promontori di roccia tufacea è uno dei lidi più frequentati ed amati dai turisti, dai residenti e dai giovani che ne hanno fatto una meta d’eccezione;

con deliberazione n. 107 del 18 luglio 2013 il Consiglio comunale di Forio deliberava il riconoscimento dell’arenile di Cava dell’isola quale spiaggia interamente libera, bene comune pubblico ed idealmente patrimonio di tutti i giovani;

considerato che:

da alcuni anni nell’isola vi sono frequenti smottamenti che interessano la porzione di costa che delimita la spiaggia;

con deliberazione del Comune di Forio n. 22 del 18 marzo 2014, si vieta l’accesso ed il transito sulla spiaggia libera compresa la sosta di persone e cose, nonché la balneazione e la navigazione, nella sua interezza e nello specchio acqueo antistante per una profondità verso il largo di metri 50 dalla linea media di battigia;

recentemente si sono verificati nuovi ed ulteriori smottamenti e cedimenti. Alcune sbracature di terreno si sono registrate nel mese di dicembre 2013 a ridosso del famoso arenile foriano. Il costone, oggetto di movimenti franosi, ha ceduto in più punti al di sotto di una serie di nuclei abitativi. Tali cedimenti, che hanno interessato una vasta area a giudizio degli interroganti sono dovuti ad effetti naturali misti al lavoro dell’uomo;

la deliberazione comunale n. 22 è motivata dal rapporto di servizio prot. n. 2254 del 27 gennaio 2014 del comando di Polizia municipale “con il quale si segnala che in Loc. Cava dell’Isola, a seguito di recenti ed abbondanti piogge, dal costone posto in adiacenza all’arenile si erano avuti in più punti degli smottamenti di terreno e che dalla scarpata fuoriuscivano diversi rivoli d’acqua” e dalla relazione di servizio nota prot. n. 5999 del 06/032014 a firma congiunta ingegner Luca De Girolamo e Arch. Regine Nicola dalla quale emerge che “in data 4 marzo 2014, a seguito di sopralluogo presso la spiaggia di “Cava dell’Isola” onde rilevare l’eventuale aggravarsi dello stato di pericolo connesso ai movimenti franosi che hanno interessato il costone incombente l’arenile, gli stessi rilevavano che vi è una situazione di grave pericolo per la pubblica e privata incolumità e che pertanto, nelle more di ulteriori e più approfonditi studi e verifiche di tipo geologico – geotecnico, appare opportuno interdire immediatamente l’accesso e l’utilizzo sia delle aree che delle abitazioni poste in prossimità del ciglio del predetto costone che dell’arenile sottostante”;

dal notiziario on line “ildispari” del 24 marzo 2014 si apprende che «il terreno, franato in alcuni punti, si è trascinato dietro più manufatti di minore rilevanza come vialetti e fioriere, sono state sradicate alcune delle staccionate in legno e gli arredi per esterni. E, tra l’altro si nota anche un accumulo ulteriore di terreno “pulito” evidentemente scaricato come riempimento dei vuoti creatisi dopo i cedimenti. Nel punto più delicato, invece, il crollo del terrapieno ha portato completamente in evidenza le strutture portanti di un vano abitativo. Una abitazione appare chiaramente a sbalzo con travi del solaio e muri ormai privi di sostegno, in parte crollati che si collegano ad una scala della quale rimane solo la soletta ed il calpestio. Una serie di eventi e congiunture monitorate dal Comune di Forio e dagli Enti preposti che hanno disposto una perizia geologica. Il geologo incaricato, a seguito dei sopralluoghi e degli accessi compiuti, ha rilevato oltre alle criticità evidenti e sopra descritte altre problematiche connesse al rischio frana e crolli anche sul versante del Pietre Rosse, ad Ovest e nella zona dei ristoranti ad est. Un fenomeno esteso e certamente preoccupante oltre ciò che si rende visibile all’occhio che non sembra poter trovare rapide soluzioni o interventi immediati che mettano a riparo da ogni possibile rischio i frequentatori. Il classico “metodo Italia” che non sa prevenire né curare, ma solo “amputare” ciò che dà pensieri e grattacapi. Proprio per questo sembra che il Sindaco Francesco Del Delo, abbia già predisposto tutti gli atti e le procedure necessarie alla interdizione dell’area e alla chiusura, l’ennesima, di Cava dell’Isola. Un provvedimento dovuto stando a quanto afferma il primo cittadino foriano per evitare inutili rischi e per non correre il rischio di incappare in pesanti sanzioni o pene conseguenti a possibili, quanto preventivabili, incidenti e richieste di risarcimento ad essi collegati»;

considerato inoltre che risulta agli interroganti che i rilievi satellitari, resi noti dal Movimento 5 Stelle di Isola d’Ischia sin dal 2010, dimostrano che in data successiva al 2003, pertanto al di fuori di qualsiasi potenziale applicazione di condono edilizio, si sono realizzati manufatti ex novo che devastano una zona di inestimabile bellezza e dal paesaggio incontaminato, in regime di totale inedificabilità (300 metri dalla costa) a causa del rischio idrogeologico, in un’area a pieno e totale vincolo paesaggistico;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

il villaggio turistico sorto alle spalle di Cava dell’isola presenta le condizioni di un abuso edilizio non abitativo, essendo di recente ultimazione e comunque successiva al 2003. Tale struttura appare completamente operativa sotto il nome di “Baia delle Sirene” del gruppo CastHotels;

dovrebbero essere dichiarati inagibili e pericolosi anche gli appartamenti sovrastanti ai costoni, costruiti a ridosso dell’arenile, nonché l’Hotel Baia delle Sirene che sovrasta la spiaggia, che potrebbero essere tra i responsabili del crollo in base ad una deduzione naturale sul carico espresso dalle tonnellate di cemento utilizzate nel corso di pochi anni e costruito al di fuori di ogni applicazione condonistica;

la tutela dell’arenile e della spiaggia, in quanto patrimonio di isolani e turisti, considerando i gravi eventi che si sono succeduti, avrebbe richiesto approfondimenti specifici ed interventi rapidi al fine di evitare l’interdizione della spiaggia per motivi di sicurezza. Tale circostanza, a ridosso della stagione estiva, genererà conseguenze ed effetti che si ripercuoteranno sull’economia e sull’immagine dell’intera isola,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

se non intendano, per quanto di competenza ed in raccordo con l’amministrazione interessata, di dover prevedere un immediato sopralluogo finalizzato a verificare il grado di cedimento del costone e la possibilità di apporvi sostegni adeguati temporanei allo scopo di aprire alla balneazione alcuni tratti di arenile, nonché a individuare la soluzione tecnica per porre definitivamente in sicurezza l’intero costone che sovrasta la spiaggia, anche provvedendo allo sgombero immediato delle strutture edilizie realizzate a monte e sollecitando i privati a procedere con estrema urgenza a mettere in sicurezza il costone secondo le indicazioni tecniche e paesaggistiche che verranno loro fornite;

se non ritengano che le trasformazioni urbanistiche avvenute nell’area sovrastante alla spiaggia di Cava dell’isola dal 2004 ad oggi, tra cui la struttura turistica citata, abbiano contribuito al determinarsi dei crolli e degli smottamenti succedutisi nel corso degli anni anche considerando che, a parere degli interroganti, la realizzazione di tali costruzioni è stata condotta in violazione delle prescrizioni di legge;

quali provvedimenti di competenza intendano adottare al fine di realizzare un piano straordinario di interventi strutturali per la messa in sicurezza dell’isola di Ischia con lo scopo di scongiurare seri pericoli per l’incolumità degli abitanti e dei turisti e per preservare il patrimonio naturalistico ed ambientale che risulta essere l’essenza vitale della zona.”
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